Diamo voce alle nostre moltitudini!

Dentro di noi albergano molteplici personalità. E’ un fatto ormai noto ai più.

Sono vasto, contengo moltitudini” recitava Walt Whitman.

Mi chiamo Legione, perché siamo in molti” è la risposta del demone che possedeva un uomo salvato da Gesù. La nostra è una personalità corale, con voci ben distinte, che con il tempo e l’allenamento possiamo imparare a riconoscere con facilità.


Ma ciò su cui voglio porre l’attenzione oggi è l’importanza di lasciar esprimere ciascuna di queste personalità. Ognuna di loro lotta in ogni istante per conquistare il timone della nave. E perché lo fa? Perché ha dei bisogni, delle necessità da soddisfare, delle ferite da rimarginare e delle potenzialità da esprimere.

Cosa accade se ignoriamo queste richieste, se releghiamo tutte queste personalità in un angolo buio di noi stessi? Ovviamente cercheranno sempre con maggiore intensità di venir fuori e prendere il comando. Al contrario se le lasciassimo sempre libere di fare ciò che vogliono quando lo vogliono probabilmente impazziremmo!

La giusta via come sempre è nel mezzo. Facciamo un esempio. Mettiamo che dentro di noi viva una personalità bambina, con una ferita da rifiuto e un grande bisogno di giocare e di sentirsi amata. Se la lasciassimo esprimere liberamente senza alcun limite, probabilmente passerebbe tutto il tempo a richiedere attenzioni, a procrastinare gli impegni e non prenderebbe nulla sul serio. Se al contrario le impedissimo di esprimersi, cercherebbe in tutti i modi di attirare la nostra attenzione dall’interno. Come? Crisi di pianto improvvise senza apparente motivo, oppure un dolore lancinante ogni volta che qualcuno ci ignora. Il bisogno incessante di conferme e la sensazione di non poter fare niente da sola/o. La voglia di mangiare cibo spazzatura per riempire un vuoto che sentiamo dentro. O l’incapacità di portare a termine qualcosa, di essere responsabile.

Queste e molte altre sono le chiamate delle personalità ignorate. Ma allora, cosa possiamo fare per dar loro una voce senza che prendano il sopravvento?

Dedicare loro uno spazio temporaneo, che però decidiamo noi! Ogni giorno, o quando lo riteniamo necessario facciamo esprimere le nostre moltitudini. In che modo? Prima di tutto imparando a conoscerle e a capire di cosa hanno bisogno e poi concedendogli lo spazio per farlo.

Un esempio? Oggi faccio giocare la mia bambina interiore. Cosa mi piaceva fare da piccola? Giocare con le bambole? Costruire castelli? Saltare con la fune? Disegnare? Ecco, pensate alla cosa che più vi rendeva felici da piccoli e fatela, anche per pochi minuti, con l’intenzione di dedicare quel tempo circoscritto alla libera espressione della vostra bambina o del vostro bambino interiore. Tutto ciò che accadrà in quel tempo non vi riguarda, lasciate che lei/lui si esprima totalmente, senza giudicare.

Fate questo esercizio con tutte le personalità che riuscite ad individuare, con i tempi e i modi che ritenete giusti per voi. Vi accorgerete che se lo farete con costanza le moltitudini smetteranno di cercare di prendere il comando e giorno dopo giorno il vostro coro interiore diverrà sempre più simile ad un unica bellissima voce.



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