Dissolviamo la paura e cambiamo mondo!

Sta succedendo di tutto in questo tempo. Divisione, rabbia, smarrimento e rassegnazione sono emozioni che si respirano nell’aria, anzi per quanto sono dense sembra quasi di poterle toccare.

Su tutto però ciò si percepisce con più chiarezza è la Paura.


Paura: forte movimento d’animo con turbamento dei sensi, per cui l’uomo è eccitato a fuggire un oggetto, che a lui pare nocivo. (dizionario etimologico)


La paura ci porta a scappare da qualcosa che giudichiamo come male, come qualcosa che ci possa nuocere. Questa pandemia [pan(tutto) demos (popolo] ci mette, per l'appunto, (quasi) tutti di fronte alla paura, quale? La principale è sicuramente la paura della malattia e di conseguenza della morte, passando per la paura della povertà, della solitudine, del cambiamento ecc…

Ecco, il primo passo da compiere è sicuramente individuare qual è la paura dalla quale stiamo fuggendo ed una volta individuata, smettere di fuggire! Ci sono due modi di vedere le cose:

Il primo è lo sguardo vittimistico, cioè vivendo passivamente tutto ciò che accade fuori di noi e attribuendo la colpa della nostra infelicità a fattori esterni sui quali “pensiamo” di non aver alcun potere.


Il secondo è: Lavorare dall’interno per cambiare l’esterno.

Cosa intendo per lavorare dall’interno? Intendo, tendere la mano ai nostri demoni.

Qualcosa ci fa davvero paura quando non la conosciamo. Una forma che al buio ci terrorizza, alla luce ha una carica decisamente diversa, perché possiamo vederla ed attribuirle un significato.

Quello che ci fa davvero paura oggi è la perdita di significati, non possiamo più controllare ciò che accade, attribuirgli un etichetta, metterlo sul comodino e non pensarci più. No, no. Perché stavolta nonostante ci affanniamo a combattere gli uni contro gli altri per affermare le nostre teorie, in realtà sappiamo che in fondo stavolta, il significato ci sfugge.


L’unico luogo dove possiamo cercarlo è…. ?

Dentro di noi. Tra le braccia del nostro demone. E allora coraggio apriamogli la porta!

Visualizziamolo, diamogli un volto, rendiamolo denso, palpabile.

Se fosse ad esempio la morte, Come la immaginereste? Potremmo pescare dall’immaginario collettivo ma sarebbe più efficace crearla con una visione tutta nostra. Ora è davanti a noi, parliamole e chiediamole aiuto: "aiutami a vedere ciò che non sto vedendo."

Il demone si sentirà accolto e diverrà con il tempo un nostro alleato.

Da quel momento in poi poniamo l’attenzione quotidianamente al nostro nuovo "amico" , facciamo attenzione alle intuizioni, ai sogni, lasciamo che ci parli attraverso l’unico linguaggio che conosce: quello simbolico. Impegniamoci a non razionalizzare ciò che vediamo/sentiamo/ percepiamo, non dobbiamo attribuirgli un significato (tipo: ho visto una piuma significa: questo, questo e quest’altro). Semplicemente restiamo in ascolto, sentiamo, percepiamo, portiamo dentro. Lasciamo fluire ogni emozione, possiamo scriverla, disegnarla, cantarla o semplicemente osservarla.


Possiamo facilmente aiutarci anche con esercizi di visualizzazione: avete mai provato a immaginare la vostra morte? O la morte di qualcuno che vi è caro? Se leggendo questo esercizio state pensando: no! Per carità! Non posso sopportarlo! Porta male! Ecc… allora è proprio il caso di iniziare a farlo!

L’unico modo di dissolvere la paura è abbracciarla, conoscerla, comprenderla, farla propria!

Non si può aver paura di qualcosa che è parte di noi. Se invece la etichettiamo come un nemico esterno, allora sarà davvero impossibile comprenderla.


Possiamo applicare questa tecnica a tutte le nostre paure. Quasi certamente se riusciamo ad individuare quella principale anche le altre si dissolveranno, ma se non dovessimo riuscire al primo tentativo, iniziamo da quella che ci appare più evidente e facciamo il percorso inverso, fino a raggiungere la paura madre.


Questo cambierà ciò che sta accadendo all’esterno? Ovviamente no, ma cambierà profondamente e radicalmente il nostro modo di reagire a ciò che sta accadendo all’esterno. Così dal sentirci minacciati, prigionieri, in pericolo di vita, soli, arrabbiati, frustrati, ingannati, arriveremo a trasformare queste emozioni a favore di una nuova visione ed a tutto ciò che questa comporta.

Il mondo è negli occhi di lo guarda. Se rendiamo i nostri demoni degli alleati riusciremo a vedere la bellezza laddove adesso vediamo dolore. E niente di ciò che accadrà all’esterno potrà influenzarci. Non saremo più vittime degli eventi o dei giochi di potere.


Non possiamo cambiare il mondo, è vero, ma possiamo sempre cambiare mondo!