La Voc-Azione

La parola vocazione, etimologicamente, rappresenta un movimento interiore tale da “sentire una chiamata” ad operare un bene, attraverso un’arte personale che porta ad un modo di vivere speciale.

Ma questa descrizione suona riduttiva a chi questa chiamata la sente.

La vocazione è molto di più! Uno stato di grazia, una sensazione di essere sulla giusta strada, uno stato estatico di benessere e gioia che deriva dall’agire questa chiamata, la VOC- AZIONE.

Sai di manifestare la vocazione quando tutto in te è gioia, quando senti di essere entrato in flusso che si dirige verso un’unica direzione, la tua.

Quando ciò che facciamo ci nutre e ci riempie tanto da dimenticare che ora è. Siamo totalmente immersi nell’attimo presente e godiamo integralmente di questo stato tanto che la mente perde potere su di noi. Le preoccupazioni, le paure, le ansie, le congetture, lasciano spazio alla fede, al sentire, all’essere.

Il mondo acquista una sfumatura magica, quasi fosse un altro mondo! I sensi percepiscono in modo diverso, il corpo si adatta a questo nuovo stato del sé, la postura cambia e a volte persino i lineamenti del viso. Il modo di mangiare, i colori che scegliamo per vestirci. Il nostro involucro esterno si riallinea al nuovo moto interiore.

Impariamo a riconoscere ciò che risuona con questo stato di grazia e a guardare al mondo con questo nuovo super potere, a cogliere “segnali” che prima non vedevamo.

Detto questo appare chiaro che la vocazione non è qualcosa che dobbiamo cercare, bensì un sentire che possiamo provare.

Quante volte abbiamo sentito la frase: “devo trovare la mia vocazione”, paragonandola alla ricerca di un lavoro da svolgere!

Ma la vocazione non è un lavoro, piuttosto è una sensazione armonica, un modo di vivere che sboccia in ogni ambito della vita, nel lavoro, nelle relazioni e nel proprio intimo proprio come i petali di un fiore.

Se ne facciamo un mero lavoro perdiamo il nostro personale tocco, ne togliamo l’anima e il profumo.

Ad esempio una cantante che allieta lo spirito degli esseri umani, aiutandoli a sentire, potrà continuare a cantare benissimo, ma se svende il suo profumo per vendere più dischi la sua vocazione svanirà riducendola ad una performance vocale.

Ma come si manifesta la vocazione?

Svelando a noi stessi quale mix di potenzialità (o “forze del carattere”) creano la nostra forma autentica, quella con la quale siamo venuti al mondo e che ci aiuta ad immetterci nella strada più giusta per noi. La strada che ci conduce alla scoperta del nostro tesoro interiore, che è unico e diverso per ciascuno di noi.

Ed è questo un punto davvero importante per la manifestazione della vocazione: il riconoscimento della nostra unicità.

Spesso ci paragoniamo all’altro con la speranza di capire dove stiamo sbagliando ma questo purtroppo é controproducente quanto inutile poiché ognuno di noi è diverso dall’altro (in tutto l’universo non esistono due persone, due animali, due oggetti perfettamente uguali).

Ed è proprio questa la bellezza.

Un atteggiamento sano invece è apprezzare l’altro nella sua diversità lasciandocene ispirare. Ciò che ammiriamo, in qualche modo, ha sempre a che fare con la nostra vocazione.

Ognuno di noi è diverso e porta con sé un mix di ingredienti che possono anche essere simili a quelli di qualcun altro, ma il modo in cui misceleremo quegli ingredienti e la ricetta che ne verrà fuori, sarà sempre diversa per ognuno di noi.

Tu e solo tu puoi fare quello che fai nel modo in cui lo fai, . Essere nella vocazione significa essere chi realmente sei, ed agire nel modo in cui solo tu puoi agire e di conseguenza generare bellezza e godere dello stato di benessere, grazia e gioia che questo porta con sé!