Perchè a volte abbiamo bisogno di una guida?

Ti è mai capitato di vivere una situazione in cui non sapevi proprio cosa fare? Parlo di quelle situazioni che ti colgono impreparato, che non conosci e che suscitano dentro di te emozioni nuove, forti che non riesci proprio a gestire.

Il più delle volte in una situazione così ci ritroviamo ad agire in due modi: mettiamo tutto sotto al tappeto, facendo finta che non sia successo nulla, o scivoliamo nel nostro inferno interiore annegando nel dolore più profondo.


Questi due comportamenti però non sono risolutori, nel primo caso infatti, il nostro tentativo di lasciarci tutto alle spalle ci condurrà a dover prima o poi fare necessariamente i conti con l’evento. Accadranno cose che non potremo ignorare, malattie, incidenti, rotture, litigi, perdita di un lavoro ecc.. e molto probabilmente questa volta, ci ritroveremo a vivere il secondo scenario: annegheremo di dolore nel nostro inferno personale.


Scivolare nel proprio inferno di per sé non è sbagliato, anzi, è proprio quello che dovremmo fare per affrontare la situazione e le emozioni che da essa vengono generate. Entrare nella rabbia, nella tristezza, guardare diritto in faccia le nostre ombre, i nostri tormenti è il primo passo verso l’integrazione, la guarigione e la trasformazione.


Qual’è il problema allora? Il problema è che siamo in grado di scivolare negli inferi ma spesso non siamo capaci di uscirne. La discesa verso il mondo interiore deve essere una discesa consapevole, non una caduta, e così come siamo discesi con le nostre gambe, dobbiamo divenire capaci anche di risalire, portando alla luce tutti i tesori che abbiamo incontrato là sotto.

Gli eventi, le situazioni, le persone, le malattie, a volte ci rapiscono e ci fanno cadere nella fossa senza consapevolezza, così come Ade, il Re degli Inferi fece con Persefone, l’amata figlia di Demetra, dea delle Messi. Persefone cadde negli inferi con disperazione. Cosa la portò allora a divenire la Regina degli Inferi che tutti conosciamo?


La risposta non è cosa ma chi. Persefone ebbe bisogno di una guida, che le indicasse la strada e le insegnasse come entrare ed uscire dagli inferi senza restarne imprigionata. E questa guida fu per lei Ecate, la Dea Psicopompa, la traghettatrice degli Inferi che unisce il mondo della vita a quello della morte, la luce all’ombra, il visibile all’invisibile. Ecate insegnò a Persefone l’antica arte della psicopompia, la capacità di viaggiare tra i mondi, portando con sé preziose risposte, intuizioni, consapevolezze senza però restare atterrita e imprigionata dal proprio dolore.


Ecate fu la guida, il ponte che permise a Persone di divenire a sua volta traghettatrice.

Quindi quando non sappiamo cosa fare, e sprofondiamo nel dolore imprigionati e impotenti é bene non chiudersi. La nostra Ecate potrebbe essere molto vicino per aiutarci ad affrontare al meglio la situazione che tanto ci affligge. Ecate può arrivare a noi in forma di persona, ma anche di un libro, di un evento di una malattia ecc, l’importante è riconoscerla e accogliere la sua iniziazione, perchè una volta imparata l’arte del viaggiare tra i mondi, non si dimentica più e si diviene Re e Regine del mondo infero, in grado di affrontare qualsiasi situazione senza restarne intrappolati ma anzi utilizzandola come strumento per la propria evoluzione.